martedì 22 maggio 2012

Conferenza-performance "Il satiro nella storia dell'arte e della danza".



Si terrà domani 23 maggio alle ore 17 presso l'ex Collegio dei Gesuiti di Mazara del Vallo la conferenza-performance "Il satiro nella storia dell'arte e della danza", relatrice Patrizia Lo Sciuto, performer Silvia Giuffrè.

La conferenza-performance è all'interno del progetto "Scuola Museo" 2011-2012 finanziato dalla Regione Sicilia e promosso dal Museo Pepoli di Trapani, direttrice Dott.ssa Valeria Livigni, coordinatrice del progetto Dott.ssa Aurelia Scavone.

Il bronzo del “Satiro danzante” ritrovato il 4 marzo del 1998 nei fondali del Canale di Sicilia dai pescatori del motopeschereccio "Capitan Ciccio" di Mazara del Vallo appare oggi al nostro sguardo privo delle braccia e della gamba destra, ma la sua frammentarietà non ci impedisce di rilevare una perfetta armonia della postura. Un'opera che disegna la linea di un movimento inconfondibile, la fissazione di un’istantanea di una danza antica nel suo momento di acme. Immagine intensa, intrisa di temperamento, espressiva di uno stato dell’anima, essa ci trasmette un momento dell’estasi patetico-dionisiaca. La scultura del “Satiro danzante” sospesa nel vuoto, sembra muoversi con una perfetta armonia e lascia immaginare il flusso del vortice dionisiaco. Il contrasto tra gli elementi si pone alla base dell'opera: movimento e staticità, bronzo e corpo umano. Passato e presente s’incontrano e si scontrano.


giovedì 3 maggio 2012

POINT DE VUE, dal 31 maggio al 1° giugno al Teatro Libero di Palermo.


Dal 31 maggio 2012 al 01 giugno 2012



Mein weg, Adagietto e Malgré tout
coreografia Betty Lo Sciuto
con Silvia Giuffré
luci Alessandro Montemaggiore
Compagnia Omonia, Trapani
in collaborazione con Moto Armonico Danza, Trapani-Roma
Le coreografie “Adagietto” e “Malgré Tout” fanno parte del repertorio della Compagnia Moto Armonico Danza
Point de vue non percorre una storia, ma si muove in profondità, in quel “non luogo” dove le emozioni si susseguono come note musicali. Dove le emozioni attraversano prima di tutto il corpo, ancor prima di diventare parole. Allora occorre fermarsi. Raccogliersi. E lasciarsi attraversare dalla visione di un corpo che danza.
 La scena si apre nel buio e una fioca luce ritaglia un corpo che inizia a muoversi. Lo spazio è tutto per questo corpo che, attraversato dalla vita, danza le sue emozioni. Point de vue non percorre una storia, ma si muove in profondità, in quel “non luogo” dove le emozioni si susseguono come note musicali. Dove le emozioni attraversano prima di tutto il corpo, ancor prima di diventare parole. Allora occorre fermarsi. Raccogliersi. E lasciarsi attraversare dalla visione di un corpo che danza. In un attimo appeso di un tempo lontano dove i ricordi nostalgici si mischiano con la realtà. Dove la rabbia scattosa diventa una danza al ritmo delle pulsazioni sanguigne. Dove gli incubi vigili e quelli del sonno sono un labirinto in cui potersi e volersi smarrire. Dove il buio inghiotte una schiena e l’essenza della “nudità” viene riscoperta come armonia formale, come oggetto di contemplazione, in un istante fugace di intuizione e comunione con il bello. Un istante di comunione con la “nudità” per ritrovarsi dopo essersi persi. Per poi, malgrè tout, guardarsi indietro, sorridere e ricominciare. Non dall’inizio ma dalla fine.
Vera Daidone